uso scorretto dovuto all’elusione volontaria dei dispositivi di sicurezza.

Il Defeating: un uso scorretto dovuto all’elusione volontaria dei dispositivi di sicurezza.

Il Defeating: un uso scorretto dovuto all’elusione volontaria dei dispositivi di sicurezza.

Fabbricante e Datore di lavoro utilizzatore si pongono necessariamente il problema: di chi è la responsabilità in caso di infrotunio, specialnente con macchine e attrezzature di lavoro marcate CE?

In relazione all’interazione uomo-macchina nel mondo del lavoro e al problema della manomissione dei sistemi di sicurezza, è importante dare risposta ad alcuni quesiti:

– è possibile cogliere con precisione la differenza tra la manipolazione volontaria e “uso scorretto ragionevolmente prevedibile”?

– perché quasi sempre l’operatore è convinto che i dispositivi di protezione siano solo inutili ostacoli per il suo lavoro?

– può bastare la formazione e l’addestramento per eliminare questo rischio?

– cosa prevedono le norme armonizzate per la progettazione delle attrezzature di lavoro per questo rischio?

 

Varie azioni possono essere intraprese, soprattutto dal fabriccante. Già nella redazione del manuale delle istruzioni“il fabbricante dovrà tener conto di quanto è noto in merito ai possibili usi scorretti della macchina. Più il fabbricante fornisce informazioni sull’uso scorretto prevedibile all’utilizzatore, più quest’ultimo sarà responsabile delle scelte che effettuerà nella sua valutazione del rischio per prevenire i rischi associati”.

Poi sulla Norma EN ISO 12100:2010  (Sicurezza del macchinario)si trovano  “esempi dei tipi di uso scorretto o di comportamento umano facilmente prevedibile da prendere eventualmente in considerazione:

– perdita di controllo della macchina da parte dell’operatore;

– reazione istintiva di una persona in caso di malfunzionamento, incidente o guasto durante l’uso della macchina;

– comportamento derivante da mancanza di concentrazione o noncuranza;

– scelta comportamento derivante dall’adozione della ‘linea di minor resistenza’ nell’esecuzione di un compito;

– comportamento risultante da pressioni per tenere la macchina in esercizio in tutte le circostanze”;

– “comportamento di alcune persone (bambini, persone disabili)”.

Un’attenzione particolare andrà prestata a fattori che possono portare alla rimozione, smantellamento o neutralizzazione di ripari e dispositivi di protezione” come la complessità delle operazioni da compiere, o il maggior numero di operazioni da svolgere per entrare in contatto con parti pericolose.

L’ affidabilità delle funzioni di sicurezza è affidata alla possibilità di neutralizzare o eludere le misure di sicurezza”. Concetto che “si ritrova anche nella Direttiva Macchine” quando si descrivono i RES che devono avere le protezioni ed i dispositivi di sicurezza ‘… non devono essere facilmente elusi o resi inefficaci’.

E in relazione alla possibilità di neutralizzare o eludere le misure di sicurezza “la figura dell’utilizzatore della macchina è necessaria per stabilire:

a) se la misura di sicurezza rallenta la produzione, o interferisce con qualsiasi altra attività o preferenza dell’operatore;

b) se la misura di sicurezza è difficile da utilizzare;

c) se la misura di sicurezza non è riconosciuta dall’operatore o non risulta accettata come adeguata per la sua funzione”.

Bisogna precisare che per elusione di un dispositivo di protezione si intende la “disabilitazione volontaria che viene operata sul dispositivo stesso per renderlo inefficace. Ciò in genere accade quando lo stesso viene vissuto come un intralcio in quanto: allunga i tempi di lavorazione; aumenta i disagi della lavorazione (ad es. perché non ergonomico); compromette la qualità della lavorazione (danneggia il materiale); si guasta facilmente o crea disservizi (difetti tecnologici); impedisce alcune lavorazioni non previste dal fabbricante; assenza di disattivazioni parziali”. E possono esistere “diversi gradi di elusione: da quella più semplice operata con oggetti facilmente reperibili (cacciaviti, nastro adesivo, fascette) a quella più complessa, ovvero pianificata, che evidenzia la volontà di modificare il sistema di sicurezza della macchina stabilito dal costruttore (interventi sui circuiti di comando)”.

 

Il fabbricante ha infine l’obbligo di:.

– “impedire preventivamente l’elusione realizzando dispositivi di sicurezza tecnologicamente ben congegnati, che non ostacolino i processi lavorativi;

– rendere difficile la manipolazione dei dispositivi con soluzioni costruttive adeguate: inaccessibilità, attrezzi speciali, chiavi elettroniche, ecc.;

– scoprire ed eliminare i difetti dei propri prodotti immessi sul mercato in collaborazione con gli utilizzatori”.

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