Usare vecchi ascensori nella direttiva macchine

Ascensori sicuri

Nelle scorse settimane si è molto dibattuto sul tema dell’incremento della sicurezza degli ascensori “vecchi” (cioè installati prima dell’entrata in vigore, nel 1999, della specifica direttiva), tema molto delicato che vede coinvolti gli interessi dei consumatori/utilizzatori di ascensori – e il loro diritto alla salute e alla sicurezza, sancito dalla Costituzione – ma anche gli interessi economici degli operatori della filiera: i proprietari immobiliari, gli organismi di controllo, le aziende di produzione, installazione e manutenzione degli impianti, oltre che l’Autorità Pubblica.

Dalla fine del 2005 si sono succeduti i seguenti eventi:

  1. pubblicazione del decreto ministeriale 26 ottobre 2005 “Miglioramento della sicurezza degli impianti di ascensore installati negli edifici civili precedentemente alla data di entrata in vigore della direttiva 95/16/CE”
  2. ricorso di Confedilizia del 16.1.2006 al TAR del Lazio – al quale si sono aggiunte anche altre parti – per l’annullamento previa sospensione del decreto ministeriale 26.10.2005
  3. pubblicazione del decreto direttoriale del 16 gennaio 2006 “Regole per il miglioramento della sicurezza degli ascensori per passeggeri e degli ascensori per merci esistenti: UNI EN 81-80”
  4. ordinanza del TAR del Lazio del 9 febbraio 2006 con la quale viene respinta l’istanza di sospensione di cui al ricorso contro il decreto ministeriale 26 ottobre 2005.

Rimane quindi confermata la validità del decreto 26 ottobre 2005 del Ministero delle Attività Produttive, il quale stabilisce:

  1. che la norma tecnica UNI EN 81-80:2004 – il cui testo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – è il riferimento da adottare per lo svolgimento dell’analisi dei rischi presenti negli impianti installati prima dell’entrata in vigore della direttiva 95/16/CE;
  2. le tempistiche secondo le quali devono essere effettuati gli interventi di adeguamento.

In attesa della pubblicazione del terzo decreto del Ministero delle Attività Produttive – che dovrà stabilire le modalità di svolgimento delle verifiche e i criteri generali delle prescrizioni di adeguamento – vogliamo ricondurre il dibattito all’ambito di nostra competenza: quello tecnico.
In queste pagine, quindi, presenteremo la norma UNI EN 81-80:2004 per favorire la comprensione dei suoi contenuti, fugare i dubbi e gli eventuali equivoci; cercheremo di chiarire il rapporto tra questa norma e la legislazione.

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