Archivi tag: direttiva macchine

Certificazione CE macchina ad uso interno Fascicolo Macchina?

fascicolo tecnico macchina
Ci sono delle domande che tornano sempre… per quanto noi pubblichiamo articoli da ormai quasi vent’anni sempre sullo stesso argomento.
Forse Google non posiziona le nostre risposte sui percorsi di ricerca di tutti.
Eccola di nuovo, la domanda evergreen che è tornata questa mattina:
“Un’azienda che produce per sé alcune macchine per la produzione (senza obiettivo di vendita delle stesse), una volta effettuata la valutazione dei rischi sulla macchina (anche coi riferimenti dei rischi interferenti di altre macchine e del sistema nel complesso), sia durante la progettazione che alla fine (per valutare i rischi residui) è “a posto”?
Ovvero: non esiste l’obbligo di certificazione per un macchinario prodotto per sé e per uso interno, vero? 
Secondo me , è sufficiente la redazione di un fascicolo macchina e non è necessario l’intervento di un organismo certificatore. 
Lo stesso discorso poi si può applicare ai sistemi di macchine (da considerare quindi un’unica macchina).
Ritengo poi che saranno il responsabile della sicurezza aziendale e il Datore di Lavoro ad aver la responsabilità finale  su quanto scritto e su quanto viene fatto in azienda.”
Bisogna chiamare l’ente notificato solo per alcuni macchinari particolarmente pericolosi elencati nell’allegato IV della direttiva Macchine. 
Quindi per oltre il 90% dei macchinari in circolazione, la marcatura CE è un autocertificazione.
Le regole non cambiano se la macchina la usi nella tua fabbrica o se la vendi. Il macchinario deve sempre essere sicuro e rispettare tutti i requisiti previsti.

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Certificazione CE Vecchio Impianto: cosa faccio? PED? Direttiva Macchine?

Dopo il DM 11 aprile 2011, che introduce le semplificazioni cosa succede?

Sono semplificazioni che intervengono dopo l’avviamento dell’impianto, e la cosa non è spiegata proprio bene per l’indeterminatezza della terminologia usata.

E perché usano sempre lo stesso vocabolario, dando adito a confusione.

Tutto inizia dal DM 329/2004 che è un regolamento che attua quanto prescrive la direttiPED Impianto Vecchiova PED in tema di messa in esercizio delle apparecchi in pressione.

Cioè, il senso sarebbe che dopo aver marcato PED il recipiente, bisogna che siano attuate delle attività per assicurare che i requisiti di sicurezza vengano conservati nel tempo e con la vita dell’impianto.

Giusto.

Poiché poi il costruttore, che marca PED, non è detto faccia l’installazione -o almeno non ne porta responsabilità- allora  bisogna accertare che sia stato fatto tutto in modo sicuro sin dall’inizio.

Questa è la diversità con una macchina marcata CE dove le cose sono più semplici.

Per questo  all’Art. 19 della PED si dice che deve essere emanato quanto necessario per assicurare la permanenza dei requisiti di sicurezza e si dice che devono essere regolate le attività di:

  • installazione,
  • messa in servizio,
  • controllo di messa in servizio,
  • riqualificazione periodica
  • ecc.

Ed è appunto stato fatto, in un modo non chiaro. E si leggono commenti di evidenti contraddizioni tra queste normative, ma son cose da avvocati.

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Macchine usate in una linea nuova di produzione

dichiarazione incorporazioneIncorporazione di macchine usate nella costruzione di una linea nuova

 

Se nella costruzione di una linea nuova sono incorporate delle macchine usate, antecedenti la marcatura CE, e gia in servizio in ambito UE, queste devono essere conformi alle legislazioni nazionali di recepimento della Direttiva 89/655/CEE e della Direttiva 2009/104/CE.

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Certificazione Linea Produzione CE 2006/42

vasca

Certificazione Linea CE realizzata con macchine nuove e quasi-macchine – Direttiva Macchine 2006/42

Linea nuova realizzata con macchine nuove e quasi-macchine

È generalmente costituita da macchine nuove, che devono essere singolarmente marcate CE, e/o da quasi-macchine da incorporare, nuove, corredate della dichiarazione di incorporazione di tipo B e delle Istruzioni per l’assemblaggio.

Per l’espletamento delle formalita prescritte dalla direttiva, l’assemblatore deve assicurarsi della disponibilita delle dichiarazioni di conformita e dei manuali di tutte le macchine (manuale di istruzioni) e quasi-macchine (istruzioni per l’assemblaggio) nuove da inserire nell’impianto.

Macchine nuove

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Certificare macchine CE usando la direttiva macchine 2006/42

protezione fissa

La direttiva Macchine 

La Direttiva Macchine è stata pubblicata inizialmente nella versione 89/392/CEE, ed è stata successivamente sostituita dalla 98/37/CEE e dalla 2006/42/CE.
L’ultima versione della Direttiva Macchine 2006/42/CE, attualmente in vigore, è stata pubblicata il 17 Maggio 2006, ed è stata recepita in Italia con D.lgs. 17/2010 entrato in vigore il 6 marzo 2010.
Campo di Applicazione
Il campo di applicazione della direttiva riguarda:
  • macchine
  • quasi-macchine
  • attrezzature intercambiabili
  • componenti di sicurezza (immessi sul mercato separatamente)
  • accessori di sollevamento
  • catene, funi e cinghie
  • dispositivi amovibili di trasmissione meccanica
  • ascensori da cantiere e ascensori con velocita inferiore a 0,15 m/sec.
Definizione Macchina
La macchina è definita come un “insieme equipaggiato o destinato ad essere equipaggiato da un sistema di azionamento diverso dalla forza umana o animale diretta, composto di parti o componenti, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro solidamente per un’applicazione ben determinata”.
La definizione è inoltre esplicitamente estesa a:
  • insiemi ai quali mancano solamente elementi di collegamento al sito di impiego
  • o di allacciamento alle fonti di energia o movimento
  • insiemi che possono funzionare solo dopo essere stati montati su un mezzo
  • di trasporto, edificio o costruzione
  • insiemi di macchine disposti e comandati in modo da avere un funzionamento
  • solidale
  • insiemi destinati al sollevamento di carichi, la cui unica fonte di energia è la forza umana.

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Competere e risolvere rogne con l’Ingegneria Legale

Competere e risolvere rogne con l’Ingegneria Legale

Da Parigi, fiera Emballage. Occasione per confronto con clienti e con espositori, anche con Confindustria-Ucima, presente con un suo piccolo stand. I contenuti della nuova frontiera per gli esportatori, del bagaglio tecnico e di expertise tecnica che devono ormai possedere. Come … se non bastasse…

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le famiglie di imprenditori devono attrezzarsi con un bagaglio culturale e professionale in più. Dal 2008 questa competenza è vitale nel post vendita delle macchine industriali.

Spesso si scopre cosa facciamo troppo tardi. Noi non siamo nati per fare questo, ma il mercato ci ha trasformato nel tempo. Qui proviamo a spiegare in pochi minuti cos’è l’ingegneria legale e come la interpretiamo. Dopo giorni in fiera a Parigi abbiamo capito come dirlo. Il succo del video può essere riassunto così: “Meglio gestire le rogne e non nascondersi… “

COMPORTAMENTO SCORRETTO DELL’OPERATORE RESPONSABILITÁ DEL FABBRICANTE?

INFORTUNIO SUL LAVORO PER COMPORTAMENTO SCORRETTO DELL’OPERATORE RESPONSABILITÁ DEL FABBRICANTE

INFORTUNIO SUL LAVORO PER COMPORTAMENTO SCORRETTO DELL’OPERATORE

RESPONSABILITÁ DEL FABBRICANTE

Quando veniamo interpellati dal fabbricante quasi sempre ci troviamo di fronte a chi si sente molto sicuro della validità del suo prodotto, e pensa di averlo progettato in modo che sia davvero molto sicuro, in condizioni normali di utilizzazione. Ma .. in condizioni normali.

Invece non bisogna dimenticarsi e tralasciare di valutare i rischi derivanti da usi certo SCORRETTI ma prevedibili, per impedirli o limitarli fino da un livello accettabile.

Infatti il primo passo che facciamo nel processo di valutazione dei rischi ci impone di mettere il fabbricante di fronte alle possibilità che derivano anche dall’uso scorretto ragionevolmente prevedibile della macchina.

 

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Comportamento scorretto facilmente prevedibile

Comportamento scorretto facilmente prevedibile – art. 2087 codice civile responsabilità datore lavoro

Riportiamo qui un pezzo dell’articolo pubblicato da puntosicuro che può essere utile alla valutazione del rischio del comportamento scorretto facilmente prevedibile.

Gli obblighi del datore di lavoro vengono integrati anche dall’art. 2087 c.c. 

Il datore di lavoro è obbligato non solo al rispetto delle misure imposte da leggi e regolamenti in materia di salute e sicurezza, ma anche all’adozione di tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica del lavoratore.

È presa in esame dalla Corte di Cassazione in questa sentenza  la violazione dell’art. 2087 del codice civile riguardante l’obbligo del datore di lavoro di adottare tutte le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica dovessero risultare necessarie  per tutelare la integrità fisica dei lavoratori. Nella stessa sentenza è stato ribadito dalla Corte di Cassazione Civile che le misure di prevenzione degli infortuni, finalizzate ad impedire l’insorgenza di situazioni pericolose, sono dirette a tutelare i lavoratori non solo dagli incidenti legati alla sua disattenzione ma anche da quelli dovuti alla loro imperizia,  imprudenza e negligenza. Il datore di lavoro dal canto suo, ha ribadito la Corte di Cassazione, risponde dell’infortunio occorso ad un lavoratore dipendente non solo quando non ha adottato le misure necessarie ma anche se non ha provveduto a verificare che le misure stesse fossero messe in atto indipendentemente dal comportamento dei lavoratori a meno che questi non abbia compiuto delle abnormità e non abbia tenuto un comportamento, rispetto alle sue mansioni,  esorbitante, imprevedibile e inopinabile.

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Il cliente chiede Fascicolo tecnico e Valutazione del Rischio al fabbricante

Il cliente chiede Fascicolo tecnico e Valutazione del Rischio al fabbricante

Gli effetti della nuova direttiva macchine sulle perizie negli infortuni all’estero si stanno iniziando a sentire sempre di più.

La prima cosa da fare è prendere visione della situazione, sapere più possibile dell’infortunio o del perché della richiesta. L’ideale è muoversi e andare a vedere al più presto!!! La responsabilità è sia del datore di lavoro che ha comprato, accettato e usato la macchina, sia del fabbricante. 

Bisogna muoversi con attenzione e non dare informazioni che potrebbero poi danneggiarci in futuro. Bisogna evitare che l’organo di controllo venga influenzato dall’utilizzatore contro il fabbricante rovesciando su di lui le cause dell’evento.

Le regole vanno usate “al meglio” a seconda dei casi e non tutti i casi sono uguali. Copio qui sotto uno stralcio di una mail ricevuto in cui si evidenzia come la valutazione del rischio e il fascicolo tecnico possano fare la differenza in questi casi e non sempre la risposta è la stessa.

ricevo ora la richiesta di un nostro contatto in Austria che ha a sua volta ricevuto una richiesta da un nostro Cliente francese.

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Adeguare o disfarsi dei vecchi macchinari? Perizia o Marcatura CE?

Vecchi Macchinari non in regola con le normative di sicurezza: Adeguare o disfarsi dei macchinari?

Vecchi Macchinari non in regola con le normative di sicurezza:

Adeguare o disfarsi dei macchinari?

Chi si trova di fronte a problematiche di questo genere spesso non si sa cosa fare.

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