PED – Sintesi e spiegazione della direttiva

LA DIRETTIVA PED IN SINTESI

Per prima cosa bisogna definire il livello di pericolosità dell’apparecchiatura, che è legato alla quantità di ‘energia immagazzinata’ nel sistema, in funzione di:

  1. livello della pressione ammissibile PS
  2. entità delle dimensioni V o DN
  3. pericolosità del fluido contenuto
  4. temperature nel sistema
  5. condizioni particolari di funzionamento e installazione

PRIMO STEP: la Progettazione

“ Il costruttore ha l’obbligo di analizzare i pericoli per identificare quelli applicabili al suo prodotto a causa della pressione; deve quindi progettare e costruire secondo la sua analisi”
1.2- eliminare o ridurre i pericoli per quanto ragionevolmente possibile
-applicare adatte misure di sicurezza ai pericoli ineliminabili
-informare l’utilizzatore dei pericoli residui e indicare adatte misure per ridurre i rischi durante l’installazione e/o l’uso
1.3 se è possibile un errato uso pericoloso, progettare ‘a prova di stupido’ o dare adeguati avvisi del pericolo
2.2.1 alcuni fattori di rischio da considerare per determinare le condizioni di carico: pressione interna-esterna / temperatura ambiente e operativa / pressione statica e massa del contenuto in operazione e in test / traffico, vento, terremoto / carichi da supporti, accessori, tubazioni/ corrosione, erosione, fatica / decomposizione di fluidi instabili / ecc.
Fattori che si sommano, se ritenuti di possibile contemporaneità

SECONDO STEP: la classificazione

Il livello di pericolosità è desunto usando 9 tabelle da All. II che portano per ciascun tipo di apparecchiatura a sei classi di pericolosità crescente:
– esclusione dalla direttiva
– corretta prassi costruttiva sufficiente
– categoria I, II, III, IV

Le categorie I,II,III,IV impongono la marcatura CE.
Per ottenerla il fabbricante è obbligato a seguire in tutte le fasi di fabbricazione (progetto, materiali, personale, fabbricazione, prove e collaudi, documentazione) le prescrizioni specificate dai vari moduli.
Alla fine della procedura il fabbricante potrà marcare CE il suo prodotto.

In funzione del tipo di apparecchiatura, del fluido contenuto e della sua pericolosità, si individua la tabella di riferimento per poi definire la classe dell’apparecchiatura:

SERBATOI

GENERATORI DI VAPORE

TUBAZIONI

Stato del contenuto

Gas

Liquido

 

Gas

Liquido

Gruppo di pericolosità del fluido

Pericoloso

Gr. 1

n. p.

Gr. 2

Pericoloso

Gr. 1

n. p.

Gr. 2

Pericoloso

Gr. 1

n. p.

Gr. 2

Pericoloso

Gr. 1

n. p.

Gr. 2

Tavola/Grafico di riferimento
(allegato II)

1

2

3

4

5

6

7

8

9

TABELLE DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITA’

Su ciascuna delle tabelle 1-9 la pressione massima ammissibile (bar) è tabulata in funzione per i serbatoi al volume V (litri) e per le tubazioni al diametro nominale (DN). Le tabelle hanno sino a sei campi per sei differenti categorie di rischio:’Esclusione’, ‘Art . 3 comma3 ’, I, II, III, IV.
Le linee di demarcazione su ogni tabella indicano il limite superiore di ciascun campo. Il costruttore deve identificare in quale campo si situa il suo prodotto, date le sue condizioni di pressione massima ammissibile, volume o DN.

inoltre:

  1. -per Accessori in pressione: si applicano le tabelle (esclusa la 5) secondo il tipo di fluido contenuto, la pressione massima ammissibile e il V o il DN. Se entrambi questi ultimi sono applicabili, va considerata la categoria di rischio maggiore.
  2. Accessori di sicurezza: sempre in categoria massima, la IV. Come eccezione possono essere della stessa categoria del particolare apparecchio che proteggono.
  3. Insiemi: sono regolati da specifiche norme di cui all’ Art . 10.2. In genere vanno nella categoria del componente con categoria più alta.

TABELLA 1

Tabella 1 – Recipienti di cui all’art. 3, comma 1, lettera a), punto 1, primo trattino. Per gas e gas disciolti sotto pressione, vapori e liquidi la cui tensione di vapore alla temperatura massima ammissibile è superiore di almeno 0,5 bar alla press. atmosferica, entro i limiti: fluidi del gruppo 1, quando il volume è superiore a 1 litro e il prodotto PS x V è superiore a 25 bar x litro, nonché quando la pressione PS è superiore a 200 bar. In via di eccezione, i recipienti destinati a contenere un gas instabile appartenenti, secondo la tabella 1, alle categorie I e II, devono essere classificati nella categoria III.

TABELLA 2

Tabella 2 – Recipienti di cui all’ art. 3, comma 1, lettera a), punto 1, secondo trattino. Per gas e gas disciolti sotto pressione, vapori e liquidi la cui tensione di vapore alla temperatura massima ammissibile è superiore di almeno 0,5 bar alla press. atmosferica, entro i limiti : fluidi del gruppo 2, quando il volume è superiore a un litro e il prodotto PS x V è superiore a 50 bar x litro, nonché quando la pressione PS è superiore a 1000 bar, nonché per tutti gli estintori portatili e le bombole per apparecchi respiratori. In via di eccezione, i respiratori portatili e le bombole per apparecchi respiratori devono essere classificati almeno nella categoria III.

TABELLA 3

Tabella 3 – Recipienti di cui all’ art. 3, comma 1, lettera a), punto 2), primo trattino. Per liquidi con tensione di vapore alla temperatura massima ammissibile inferiore o pari a 0,5 bar oltre alla pressione atmosferica normale, entro i limiti: fluidi del gruppo 1, quando il volume è superiore a un litro e il prodotto PS x V è superiore a 200 bar x litro, nonché quando la pressione PS è superiore a 500 bar.

TABELLA 4

Tabella 4 – Recipienti di cui all’ art. 3, comma 1, lettera a), punto 2), secondo trattino. Per liquidi con tensione di vapore alla temperatura massima ammissibile inferiore o pari a 0,5
bar oltre alla pressione atmosferica normale, entro i limiti : fluidi del gruppo 2, quando la pressione PS è superiore a 10 bar e il prodotto PS x V è superiore a 10.000 bar x litro, nonché quando la pressione PS è superiore a 1000 bar.
In via di eccezione gli insiemi previsti per la produzione di acqua calda di cui all’art. 3, comma 2, lettera c), sono soggetti o al modulo B1 o al modulo H .

TABELLA 5

Tabella 5 – Attrezzature a pressione di cui all’ art. 3, comma 1, lettera b).
Attrezzature a pressione a focolare o altro tipo di riscaldamento, con rischio di surriscaldamento, destinate alla generazione di vapore o acqua surriscaldata a temperature superiori a 110° C, quando il volume è superiore a 2 litri, nonché tutte le pentole a pressione. In via di eccezione le pentole a pressione sono oggetto di un controllo della progettazione secondo una procedura di verifica corrispondente ad almeno uno dei moduli della categoria III.

TABELLA 6

Tabella 6 – Tubazioni di cui all’ art. 3, comma 1, lettera c), punto 1), primo trattino. Per gas, liquefatti e gas disciolti sotto pressione, vapori e liquidi la cui tensione di vapore alla temperatura massima ammissibile è superiore di almeno 0,5 bar alla press. Atmosferica normale, entro i limiti : fluidi del gruppo 1 quando DN è superiore a 25. In via di eccezione, le tubazioni destinate a contenere gas instabili appartenenti, secondo la tab. 6, alle categorie I e II devono essere classificate nella categoria III.

TABELLA 7

Tabella 7 – Tubazioni di cui all’ art. 3, comma 1, lettera c), punto 1), secondo trattino. Per gas, liquefatti e gas disciolti sotto pressione, vapori e liquidi la cui tensione di vapore alla temperatura massima ammissibile è superiore di almeno 0,5 bar alla press. atmosferica normale, entro i limiti : fluidi del gruppo 2, quando DN è superiore a 32 e il prodotto PS x DN è superiore a 1000 bar. In via di eccezione, tutte le tubazioni contenenti fluidi ad una temperatura superiore a 350° C appartenenti alla categoria II secondo la tabella 7 devono essere classificate nella categoria III.

TABELLA 8

Tabella 8 – Tubazioni di cui all’ art. 3, comma 1, lettera c), punto 2), primo trattino. Per liquidi con tensione di vapore alla temperatura massima ammissibile inferiore o pari a 0,5 bar oltre alla pressione atmosferica normale, entro i limiti : fluidi del gruppo 1, quando DN è superiore a 25 e il prodotto PS x DN è superiore a 2000 bar.

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