Macchina Industriale Senza Certificazione CE E Verbale Asl

macchina alimentareMACCHINA INDUSTRIALE SENZA CERTIFICAZIONE CE E VERBALE ASL
(INGEGNERI LEGALI PER RISOLVERE)

A seguito di un intervento della ASL del luogo in veste di UPG (ufficiale di polizia giudiziaria) il cliente (utilizzatore del macchinario) di un nostro cliente (costruttore), siamo stati chiamati in emergenza per trovare il bandolo della matassa.

Il nostro cliente ha costruito e venduto diverse macchine industriali (settore tessile) di un certo modello e su uno di questi la ASL è intervenuta.

Purtroppo la certificazione CE non era stata fatta correttamente. Il macchinario era a posto, secondo noi non presentava problemi di sicurezza per gli addetti al suo funzionamento.

Ma le carte erano “vecchie” e si riferivano alla vecchia direttiva macchine anche se la messa in funzione era posteriore al 2010. Questo aveva subito convinto l’UPG che era colpa senza dubbio alcuno anche del costruttore della macchina.

Allora –visto che siamo stati chiamati subito- siamo intervenuti con energia e abbiamo potuto cambiare verso alle cose.

Percorso
Per prima cosa Abbiamo visionato il verbale di contestazione delle autorità citate e raccolto le informazioni disponibili sulla storia dell’accaduto.
Poi, in giornata e nel giorno seguente, abbiamo eseguito il sopralluogo presso lo stabilimento dell’indagine in corso, poi presso gli altri dove erano presenti le altre macchine dello stesso tipo (geograficamente abbastanza vicine)

Abbiamo visionato numero 3 macchine modello “WXT” a G…, numero 2 modello “TXS” a T…, numero 4 modello “ZXM” a M…:
1. Modalità di funzionamento
2. Limiti di uso e posizionamento nella linea di lavorazione
3. Elenco dei pericoli
4. Rilievi fotografici dello stato dell’arte del macchinario
5. Valutazione del rischio – Brainstorming delle differenti protezioni fisse – mobili interbloccate
6. Simulazione degli usi scorretti facilmente prevedibili
7. Individuazione delle misure di protezione ottimizzate in funzione delle HSE n. e dell’utilizzo per soddisfare i RESS

Abbiamo constatato quali misure precauzionali avesse chiesto l’ASL di attuare ed entro quali termini.
Contenuto dell’intervento:
• analisi della documentazione relativa dell’infortunio e dei verbali rilasciati dagli organismi competenti
• analisi del manuale di uso e manutenzione
• predisposizione della dichiarazione di rispondenza ai RESS da firmare dopo l’esecuzione dei lavori di adeguamento
• elaborazione della documentazione relativa al nuovo fascicolo tecnico cosi composto:
1. descrizione della macchina
a. disegni di insieme
b. disegni costruttivi
c. foto
2. limiti di uso
3. elenco dei pericoli individuati
4. schede di valutazione del rischio
5. individuazione delle misure di protezione
6. soddisfazione dei RESS delle direttive applicabili

Risultato ottenuto
Concordate le modifiche minime da apportare alle protezioni, in modo da ottemperare alle richieste della ASL, abbiamo redatto il nuovo Fascicolo, utilizzando il materiale esistente in ufficio tecnico.

Come conseguenza abbiamo redatto immediatamente una Relazione Tecnica per il PM, in cui vengono elaborate le valutazioni del rischio residuo nella situazione pre-esistente e post-modifica, per dimostrare come il macchinario in questione, pur se esibendo una documentazione cartacea obsoleta, era in realtà rispondente ai RES della Direttiva Macchine. Così come recepita dal D Lgs 17/2010.

Nota
Bisogna osservare come in questi casi bisogna essere estremamente concreti, chiari, logici e trasparenti.

Perché il PM si fida innanzitutto degli UPG della ASL, e poi è raro che conosca la normativa relativa alle macchine.

Spesso i Magistrati conoscono appena, per accenni e per esperienza, il Testo Unico 81/08, ma non conoscono le normative europee e le Direttive di prodotto.

Per non parlare degli avvocati, anche penalisti, che arrancano a fatica nelle situazioni produttive e tecniche. Per questo noi abbiamo degli studi legali di riferimento, con cui abbiamo consuetudine ci capiamo al volo.

L’esito favorevole, ottenuto alla fine della vicenda, è dovuto quindi sia alla nostra professionalità ed esperienza di INGEGNERI LEGALI, sia alla capacità esperienza e professionalità dello studio legale.

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