Archivi categoria: Processo Civile e/o Penale

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Mettere Le Mani Sul Macchinario In Uso

Mettere Le Mani Sul Macchinario In Uso

Ciao,

con questa lettera ti invitiamo a parlare di modifiche alle macchine in uso – usate: poiché inevitabilmente bisogna metterci le mani, per tanti motivi.

Infatti:

Prima di investire in nuovi macchinari, si pensa a quanto già in uso o recuperato usato:

  • per revisione e rimessa in efficienza
  • per adeguamento alle normative
  • per revamping o retrofitting

Un intervento che può essere fatto

  • dall’utilizzatore, per far vivere la macchina più a lungo, senza grossi investimenti, o per adeguarla le normative del TU81/08;
  • può essere fatto dal costruttore, su richiesta dell’utilizzatore;
  • può essere fatto dal costruttore, che ha ritirato per sostituzione ad esempio, e vuole rivendere l’usato

Qui nascono i problemi: bisogna procedere a una nuova marcatura CE ? o dichiarare soddisfatto l’All. V del TU 81/08?

Situazione numero uno:

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Compri macchine usate non marcate CE e le rivendi in Italia

“…UN COMMERCIANTE ITALIANO ACQUISTA DELLE APPARECCHIATURE DALLA FILIALE ITALIANA DI UNA NOTA MULTINAZIONALE TEDESCA E POI SCOPRE CHE SONO PRIVE DI MARCATURA CE.”

macchinario vecchio

Protesta, contesta, si rifiuta di continuare a pagare. Però se ne è accorto tardi, è passato del tempo, troppo tempo.

Ma riceve una ingiunzione di pagamento ed il giudice non accetta la sua opposizione.

E allora? Chi ha ragione?

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Togliere Dispositivi di Protezione al Macchinario su richiesta del Cliente

Il Cliente ti chiede: Puoi togliermi quella protezione, è scomoda!

Una storia di due anni fa: ma che ci è molto servita.

Un capannone pieno di macchine soffiatrici. Ci aggiriamo intorno con curiosità mista da ammirazione. Tutto automatico, pochi operatori e tanti, tanti, PLC. Vediamo che le bottiglie per l’acqua minerale (o i flaconi per saponi, e così via) si possono fare così: la plastica in granulo viene raccolta, estrusa, e infilata dentro lo stampo opportuno. Qui viene data la forma mediante soffiaggio. Poi lo stampo si apre e con una lama vengono separate le parti e si genera lo scarto (materozza), che dovrebbe cadere in una zona dove si può raccogliere per riciclarlo poi.

Togliere Dispositivo Protezione

Tutto automatico certo, ma con un sacco di organi in movimento, di aree in temperatura, di zone pericolose. Tutto protetto? Certamente. Con interblocchi di affidabilità certificata, che non passano attraverso il PLC, dispositivi di protezioni e barriere fissi e mobili, e apparentemente tutte le norme armonizzate rispettate, vecchie e nuove: brevemente magari EN 13849 o EN 14119, con i rischi valutati con la EN 12100, eccetera.

Ma…: c’è un ma? Infatti: il cliente ha il problema che le macchine sono tante e devono andare sempre, dalle 6 alle 22 per tutti i giorni lavorativi. Quindi non bisogna fermarle mai, nemmeno per pulire.

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Chi può chiedere il fascicolo tecnico? Solo asl o anche i clienti?

Vi sono obblighi di trasmissione del fascicolo tecnico a terzi?

Il fascicolo tecnico non deve essere distribuito con il prodotto, né al consumatore finale né all’acquirente professionale. Deve essere conservato dal fabbricante per essere a disposizione delle autorità nazionali di controllo.

Solo l’autorità competente nello stato può richiedere il fascicolo tecnico in un tempo ragionevole.

Alla fine si spera di non doverlo mai mostrare a nessuno… forse è stato fatto una volta tempo fa e mai più guardato.

distanza lama

Possono chiederlo il MiSE – Ministero Sviluppo Economico e il magistrato in caso di gravi motivi.

Poi darlo ai clienti è solo una questione commerciale e di cosa vendete. Non ci sono obblighi, ma molti clienti lo danno per fare entrare nelle vendor list.

Macchina Industriale Senza Certificazione CE E Verbale Asl

macchina alimentareMACCHINA INDUSTRIALE SENZA CERTIFICAZIONE CE E VERBALE ASL
(INGEGNERI LEGALI PER RISOLVERE)

A seguito di un intervento della ASL del luogo in veste di UPG (ufficiale di polizia giudiziaria) il cliente (utilizzatore del macchinario) di un nostro cliente (costruttore), siamo stati chiamati in emergenza per trovare il bandolo della matassa.

Il nostro cliente ha costruito e venduto diverse macchine industriali (settore tessile) di un certo modello e su uno di questi la ASL è intervenuta.

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COMPORTAMENTO SCORRETTO DELL’OPERATORE RESPONSABILITÁ DEL FABBRICANTE?

INFORTUNIO SUL LAVORO PER COMPORTAMENTO SCORRETTO DELL’OPERATORE RESPONSABILITÁ DEL FABBRICANTE

INFORTUNIO SUL LAVORO PER COMPORTAMENTO SCORRETTO DELL’OPERATORE

RESPONSABILITÁ DEL FABBRICANTE

Quando veniamo interpellati dal fabbricante quasi sempre ci troviamo di fronte a chi si sente molto sicuro della validità del suo prodotto, e pensa di averlo progettato in modo che sia davvero molto sicuro, in condizioni normali di utilizzazione. Ma .. in condizioni normali.

Invece non bisogna dimenticarsi e tralasciare di valutare i rischi derivanti da usi certo SCORRETTI ma prevedibili, per impedirli o limitarli fino da un livello accettabile.

Infatti il primo passo che facciamo nel processo di valutazione dei rischi ci impone di mettere il fabbricante di fronte alle possibilità che derivano anche dall’uso scorretto ragionevolmente prevedibile della macchina.

 

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Comportamento scorretto facilmente prevedibile

Comportamento scorretto facilmente prevedibile – art. 2087 codice civile responsabilità datore lavoro

Riportiamo qui un pezzo dell’articolo pubblicato da puntosicuro che può essere utile alla valutazione del rischio del comportamento scorretto facilmente prevedibile.

Gli obblighi del datore di lavoro vengono integrati anche dall’art. 2087 c.c. 

Il datore di lavoro è obbligato non solo al rispetto delle misure imposte da leggi e regolamenti in materia di salute e sicurezza, ma anche all’adozione di tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica del lavoratore.

È presa in esame dalla Corte di Cassazione in questa sentenza  la violazione dell’art. 2087 del codice civile riguardante l’obbligo del datore di lavoro di adottare tutte le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica dovessero risultare necessarie  per tutelare la integrità fisica dei lavoratori. Nella stessa sentenza è stato ribadito dalla Corte di Cassazione Civile che le misure di prevenzione degli infortuni, finalizzate ad impedire l’insorgenza di situazioni pericolose, sono dirette a tutelare i lavoratori non solo dagli incidenti legati alla sua disattenzione ma anche da quelli dovuti alla loro imperizia,  imprudenza e negligenza. Il datore di lavoro dal canto suo, ha ribadito la Corte di Cassazione, risponde dell’infortunio occorso ad un lavoratore dipendente non solo quando non ha adottato le misure necessarie ma anche se non ha provveduto a verificare che le misure stesse fossero messe in atto indipendentemente dal comportamento dei lavoratori a meno che questi non abbia compiuto delle abnormità e non abbia tenuto un comportamento, rispetto alle sue mansioni,  esorbitante, imprevedibile e inopinabile.

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Costruttori Macchine: direttive EU e leggi Italiane

Direttive Europee E Leggi Italiane: Cosa Devono Applicare I Costruttori Di Macchine ? Qualche Appunto.

DIRETTIVE EUROPEE E LEGGI ITALIANE: COSA DEVONO APPLICARE I COSTRUTTORI DI MACCHINE ? QUALCHE APPUNTO.

Regolamenti, direttive e altri atti

Per realizzare gli obiettivi stabiliti nei trattati, l’UE adotta diversi tipi di atti legislativi. Alcuni sono vincolanti, altri no. Alcuni si applicano in tutti i paesi dell’UE, altri solo in alcuni di essi.

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uso scorretto dovuto all’elusione volontaria dei dispositivi di sicurezza.

Il Defeating: un uso scorretto dovuto all’elusione volontaria dei dispositivi di sicurezza.

Il Defeating: un uso scorretto dovuto all’elusione volontaria dei dispositivi di sicurezza.

Fabbricante e Datore di lavoro utilizzatore si pongono necessariamente il problema: di chi è la responsabilità in caso di infrotunio, specialnente con macchine e attrezzature di lavoro marcate CE?

In relazione all’interazione uomo-macchina nel mondo del lavoro e al problema della manomissione dei sistemi di sicurezza, è importante dare risposta ad alcuni quesiti:

– è possibile cogliere con precisione la differenza tra la manipolazione volontaria e “uso scorretto ragionevolmente prevedibile”?

– perché quasi sempre l’operatore è convinto che i dispositivi di protezione siano solo inutili ostacoli per il suo lavoro?

– può bastare la formazione e l’addestramento per eliminare questo rischio?

– cosa prevedono le norme armonizzate per la progettazione delle attrezzature di lavoro per questo rischio?

 

Varie azioni possono essere intraprese, soprattutto dal fabriccante. Già nella redazione del manuale delle istruzioni“il fabbricante dovrà tener conto di quanto è noto in merito ai possibili usi scorretti della macchina. Più il fabbricante fornisce informazioni sull’uso scorretto prevedibile all’utilizzatore, più quest’ultimo sarà responsabile delle scelte che effettuerà nella sua valutazione del rischio per prevenire i rischi associati”.

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Responsabilità sulla macchina: utilizzatore e costruttore

Responsabilità sulla macchina: utilizzatore e costruttore

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Devo dire, l’articolo citato non è molto chiaro: che fonte legale usa? Dovrebbe specificare meglio che la responsabilità sulla macchina (marca CE, dichiarazione di conformità etc.) è del costruttore, secondo la Direttiva 2006/42/CE e relativa trasposizione nazionale, mentre l’utilizzatore ha se mai responsabilità sull’installazione e uso, secondo le norme nazionali al rispetto. Sono ambiti distinti di responsabilità. Secondo me si fa un po’ di confusione, andrebbe precisato meglio.
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