Archivi categoria: Attrezzature a Pressione

Certificazione Vessel PED

uno dei nostri lettori ci ha inviato questa domanda:

“ho una attrezzatura soggetta a direttiva PED (in questo caso un vessel) che sarà soggetto a modifica in base all’art.14 del D.M. 329/04, al momento della RI certificazione, i calcoli di verifica di stabilità relativi al basamento in cemento del vessel, saranno richiesti obbligatoriamente oppure non si devono presentare? Io ho un Organismo Notificato che non li chiede, nel caso dovessi affidarmi a qualche altro Organismo, potrebbero essere richiesti? C’è qualche riferimento normativo dove si approfondisce tale aspetto?”

noi abbiamo risposto così:

“proviamo a rispondere:
  • probabilmente il requisito deve essere valutato nel tipo e sostanza della modifica, per dare una buona risposta.
Al di là di quello che richiede l’ente notificato (che non è necessariamente sempre la massima competenza in materia), noi in questi casi ci comportiamo con una certa libertà, in funzione della valutazione dei rischi specifici da eseguire con vera cura, e su questa base, se necessario:
  • proponiamo quanto cautela maggiormente il fabbricante che deve marcare CE, anche a prescindere dalle classiche varie check list dei NB e dalle linee guida PED,
  • o addirittura ci consultiamo con  l’INAIL, della zona interessata,  con il quale intratteniamo davvero ottimi rapporti di collaborazione in molte parti d’Italia.
Ovviamente, di fronte ad un “guaio” il fattore fondamentale da produrre è l’aver valutato la situazione correttamente ed in modo completo, e poterlo documentare.
A questo, per esperienza, siamo attentissimi.
buon lavoro. “

Attrezzature PED: classificazione di rischio

Classi di rischio delle attrezzature a pressione – PED

Attrezzature a bassissimo rischio

Non è richiesta una valutazione formale di conformità ai requisiti minimi di sicurezza (il fabbricante è comunque responsabile della sicurezza del proprio prodotto) ma devono comunque essere progettate e fabbricate secondo una buona pratica ingegneristica, devono essere corredate di adeguate istruzioni per l’uso e riportare in modo chiaro l’identificazione del fabbricante.

Attrezzature di Categoria I
Vi appartengono attrezzature ed insiemi a basso rischio.
La valutazione formale di conformità alla direttiva, è effettuata dal fabbricante stesso che al termine sottoscrive una Dichiarazione di conformità (a disposizione del cliente) ed appone sull’attrezzatura o insieme il marchio CE.
Devono essere progettati e fabbricati conformemente ai requisiti minimi di sicurezza della Direttiva, devono essere corredati di adeguate istruzioni per l’uso e riportare una targa di riconoscimento con i dati previsti dalla Direttiva stessa.

Attrezzature di Categoria da II a IV

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PED e le attrezzature a Pressione: che fare?

Attrezzature a pressione – 93/27 e 329/04

LA GESTIONE DELLE ATTREZZATURE A PRESSIONE

La gestione delle attrezzature a pressione è classificabile in due fasi:

  1. quella della fabbricazione, regolamentata dalla PED 97/23 CE, poi recepita in Italia dal D. Lgs. 25/2/00 n.93,
  2. quella dell’esercizio rappresentata dal nuovo D.M. 329/04, poi maggiormente definito da successive circolari ministeriali-

Le responsabilità conseguenti si distinguono così:

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Relazione Tecnica messa in servizio Apparecchiatura Pressione PED

la relazione tecnica e l’ iter per la messa in servizio di una apparecchiatura in pressione

L’acquisto di un’attrezzatura a pressione soggetta alla PED (Pressure Equipment Directive) o alla direttiva SPV (Simple Pressure Vessels) è regolato dalle corrispondenti Specifiche Tecniche; in tali specifiche sono indicati i documenti richiesti al Fabbricante.
In particolar modo sono richiesti (1) la marcatura CE, (2) la dichiarazione di conformità firmata in originale, (3) il manuale d’installazione, uso e manutenzione in lingua italiana, (4) i disegni costruttivi e gli schemi di comando.
Se necessario, in funzione della classificazione del sito dove l’apparecchiatura viene installata, al Fabbricante viene fornito il contenuto relativo all’analisi del rischio per la definizione dei Requisiti Essenziali di Sicurezza.
L’installazione delle attrezzature a pressione viene eseguita conformemente al manuale d’installazione, uso e manutenzione del Fabbricante e alle altre norme di sicurezza.
Al termine delle operazioni di montaggio la ditta installatrice rilascia al committente la dichiarazione di corretta installazione firmata in originale (oppure si produce una autodichiarazione se il committente ja provveduto direttamente).
Simultaneamente all’installazione  il committente predispone la relazione tecnica indicata all’art. 6 del D.M. 329/2004.

Al momento del sopralluogo dell’INAIL_ISPeSL il committente deve mettere a disposizione del verificatore tutta questa documentazione, prevista appunto dal D.M. 329/2004, tra cui la Relazione Tecnica.

CONTENUTI DELLA RELAZIONE TECNICA:

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Certificare Attrezzature e insiemi a pressione

Certificare Attrezzature e insiemi a pressione

Attrezzature e insiemi a pressione:

Dichiarazione Di Conformità, Certificazione, Marcatura CE – Direttiva PED

Le attrezzature a pressione e gli insiemi,cioè gli impianti costruiti da un Fabbricante che intende commercializzarli per essere posti in esercizio così come li ha assemblati, sono soggetti alla direttiva europea 97/23/CE, meglio nota come PED (Pressure Equipment Directive).

Bisogna fare attenzione:
Con le norme esistenti prima dell’entrata in vigore della PED, erano soggetti a controllo soltanto i recipienti a pressione e non l’impianto completo, pertanto per l’installatore dell’impianto era sufficiente consegnare al proprio cliente i libretti matricolari ISPESL dei recipienti collaudati ed i certificati di costruzione e di taratura delle valvole di sicurezza installate ed il relativo dimensionamento.

Oggi non è più così.

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Vecchi Recipienti a Pressione prima della PED – Che faccio?

Recipienti e attrezzature in pressione in servizio da prima dell’entrata in vigore della ped

Recipienti e attrezzature in pressione in servizio da prima dell’entrata in vigore della ped:

CHE FARE.

Innanzitutto bisogna osservare che non ci si può sottrarre ad una messa “in regola” sia di sostanza sia documentale. Infatti con il DM 329/2004 entro il 2009 si sarebbe dovuto procedere alla regolarizzazione con ISPESL.

Di sostanza
perché comunque è in vigore il TU sulla sicurezza: TU 81 / 08  Allegato 5 –
 Requisiti di sicurezza delle attrezzature di lavoro costruite in assenza di disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto, o messe a disposizione dei lavoratori antecedentemente alla data della loro emanazione

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