Archivi categoria: 93/27 e 329/04

Certificazione Vessel PED

uno dei nostri lettori ci ha inviato questa domanda:

“ho una attrezzatura soggetta a direttiva PED (in questo caso un vessel) che sarà soggetto a modifica in base all’art.14 del D.M. 329/04, al momento della RI certificazione, i calcoli di verifica di stabilità relativi al basamento in cemento del vessel, saranno richiesti obbligatoriamente oppure non si devono presentare? Io ho un Organismo Notificato che non li chiede, nel caso dovessi affidarmi a qualche altro Organismo, potrebbero essere richiesti? C’è qualche riferimento normativo dove si approfondisce tale aspetto?”

noi abbiamo risposto così:

“proviamo a rispondere:
  • probabilmente il requisito deve essere valutato nel tipo e sostanza della modifica, per dare una buona risposta.
Al di là di quello che richiede l’ente notificato (che non è necessariamente sempre la massima competenza in materia), noi in questi casi ci comportiamo con una certa libertà, in funzione della valutazione dei rischi specifici da eseguire con vera cura, e su questa base, se necessario:
  • proponiamo quanto cautela maggiormente il fabbricante che deve marcare CE, anche a prescindere dalle classiche varie check list dei NB e dalle linee guida PED,
  • o addirittura ci consultiamo con  l’INAIL, della zona interessata,  con il quale intratteniamo davvero ottimi rapporti di collaborazione in molte parti d’Italia.
Ovviamente, di fronte ad un “guaio” il fattore fondamentale da produrre è l’aver valutato la situazione correttamente ed in modo completo, e poterlo documentare.
A questo, per esperienza, siamo attentissimi.
buon lavoro. “

Certificazione CE Vecchio Impianto: cosa faccio? PED? Direttiva Macchine?

Dopo il DM 11 aprile 2011, che introduce le semplificazioni cosa succede?

Sono semplificazioni che intervengono dopo l’avviamento dell’impianto, e la cosa non è spiegata proprio bene per l’indeterminatezza della terminologia usata.

E perché usano sempre lo stesso vocabolario, dando adito a confusione.

Tutto inizia dal DM 329/2004 che è un regolamento che attua quanto prescrive la direttiPED Impianto Vecchiova PED in tema di messa in esercizio delle apparecchi in pressione.

Cioè, il senso sarebbe che dopo aver marcato PED il recipiente, bisogna che siano attuate delle attività per assicurare che i requisiti di sicurezza vengano conservati nel tempo e con la vita dell’impianto.

Giusto.

Poiché poi il costruttore, che marca PED, non è detto faccia l’installazione -o almeno non ne porta responsabilità- allora  bisogna accertare che sia stato fatto tutto in modo sicuro sin dall’inizio.

Questa è la diversità con una macchina marcata CE dove le cose sono più semplici.

Per questo  all’Art. 19 della PED si dice che deve essere emanato quanto necessario per assicurare la permanenza dei requisiti di sicurezza e si dice che devono essere regolate le attività di:

  • installazione,
  • messa in servizio,
  • controllo di messa in servizio,
  • riqualificazione periodica
  • ecc.

Ed è appunto stato fatto, in un modo non chiaro. E si leggono commenti di evidenti contraddizioni tra queste normative, ma son cose da avvocati.

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Relazione Tecnica e Fascicolo Tecnico per le Attrezzature a Pressione

CONTENUTI DELLA RELAZIONE TECNICA

 MOTIVAZIONE

Si deve redigere come definito alla lettera b/par.1 dell’art.6 del D.M. 329/2004, per dare evidenza che le condizioni d’installazione e di esercizio, le misure di sicurezza, protezione e controllo adottate sono conformi a quanto richiesto. In particolare si vuole dimostrare che durante il normale esercizio la pressione e la temperatura si mantengono a valori inferiori a quelli di progetto e che i dispositivi di controllo, regolazione e sicurezza sono tali da impedire che le prevedibili anomalie di esercizio possano determinare il superamento dei valori progettuali.

DATI GENERALI

Si indicano:  l’impianto di installazione, la sigla identificativa, il Fabbricante ed il N° di Fabbrica, la categoria di rischio ed il modulo utilizzato, l’Organismo Notificato e la funzione dell’attrezzatura. Inoltre sono indicati la natura e lo stato fisico del fluido, le condizioni di progetto (PS e TS), le condizioni d’esercizio (Pe e Te) ed il volume.

PRODOTTI TRATTATI

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Verifica di primo impianto ovvero della messa in servizio 329/2004

Verifica di primo impianto ovvero della messa in servizio

L’Articolo 4.1 del DM 329/2004 stabilisce che le attrezzature o insiemi a pressione che ricadono nello scopo del decreto, solo se risultano installati ed assemblati dall’utilizzatore sull’impianto, sono soggetti a verifica per la messa in servizio.

Per quanto riguarda i recipienti semplici di cui al decreto legislativo n. 311/1991, tale verifica non è obbligatoria se:

  • PS < 12 bar
  • PS * V < 8 000 bar * Litro

Dove obbligatorio, tale verifica deve essere effettuata su richiesta dell’azienda utilizzatrice e consiste nell’accertamento da parte dell’ente verificatore che l’attrezzatura sia stata correttamente installata nel rispetto della normativa vigente e delle istruzioni d’uso e manutenzione rilasciate dal fabbricante dell’attrezzatura stessa; in particolare la verifica è finalizzata al controllo del funzionamento in sicurezza delle attrezzature e degli insiemi.

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Attrezzature PED: classificazione di rischio

Classi di rischio delle attrezzature a pressione – PED

Attrezzature a bassissimo rischio

Non è richiesta una valutazione formale di conformità ai requisiti minimi di sicurezza (il fabbricante è comunque responsabile della sicurezza del proprio prodotto) ma devono comunque essere progettate e fabbricate secondo una buona pratica ingegneristica, devono essere corredate di adeguate istruzioni per l’uso e riportare in modo chiaro l’identificazione del fabbricante.

Attrezzature di Categoria I
Vi appartengono attrezzature ed insiemi a basso rischio.
La valutazione formale di conformità alla direttiva, è effettuata dal fabbricante stesso che al termine sottoscrive una Dichiarazione di conformità (a disposizione del cliente) ed appone sull’attrezzatura o insieme il marchio CE.
Devono essere progettati e fabbricati conformemente ai requisiti minimi di sicurezza della Direttiva, devono essere corredati di adeguate istruzioni per l’uso e riportare una targa di riconoscimento con i dati previsti dalla Direttiva stessa.

Attrezzature di Categoria da II a IV

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Fascicolo tecnico secondo PED

Il fascicolo tecnico della direttiva PED

Il fascicolo tecnico previsto dalla direttiva PED viene predisposto in funzione della categoria di appartenenza dell’apparecchiatura in esame e quindi dei diversi moduli che si possono scegliere, in funzione anche dei compiti che deve svolgere l’eventuale Ente notificato.

Esso deve consentire di valutare la conformità dell’attrezzatura a pressione ai requisiti della direttiva che le sono applicabili (All. I); deve comprendere, nella misura necessaria a tale valutazione, il progetto, la fabbricazione e il funzionamento dell’attrezzatura a pressione e contenere almeno:

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Relazione Tecnica Tubazioni e giunzioni PED: Verifica stabilità

Verifica stabilità Tubazioni e giunzioni PED

1.0      Scopo

La presente relazione ha lo scopo di verificare lo spessore minimo che devono avere le tubazioni della “   ” progettata ed installata dalla xxxxxxxx  denominata XXXX per resistere agli sforzi ordinari e ragionevolmente prevedibili.
La presente relazione è parte integrante del Fascicolo Tecnico cui si riferisce.

2.0      Modalità di calcolo e verifica

La sollecitazione massima ammissibile a 50 °C del rame deve essere pari a:

dove:

  • Rm è il carico di rottura del materiale;
  • f è la sollecitazione massima ammissibile a 50 °C.

Per temperature maggiori 50 °C, si assume come sollecitazione massima ammissibile, il valore:

dove:

  • y è un fattore che tiene conto della temperatura;
  • ft è la sollecitazione massima ammissibile ad una determinata temperatura.

Nel caso particolare oggetto dello studio in cui:

  • si considera che la temperatura media di parete sia pari a Ttmax vale 90°C;
  • il rame è del tipo Cu- DHP;
  • Rm vale, come minimo, 244 N/mm2,

ne consegue che y assume il valore di 0,9.

Come conseguenza:

2.1      Tubi sottoposti a pressione interna

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Certificare Attrezzature e insiemi a pressione

Certificare Attrezzature e insiemi a pressione

Attrezzature e insiemi a pressione:

Dichiarazione Di Conformità, Certificazione, Marcatura CE – Direttiva PED

Le attrezzature a pressione e gli insiemi,cioè gli impianti costruiti da un Fabbricante che intende commercializzarli per essere posti in esercizio così come li ha assemblati, sono soggetti alla direttiva europea 97/23/CE, meglio nota come PED (Pressure Equipment Directive).

Bisogna fare attenzione:
Con le norme esistenti prima dell’entrata in vigore della PED, erano soggetti a controllo soltanto i recipienti a pressione e non l’impianto completo, pertanto per l’installatore dell’impianto era sufficiente consegnare al proprio cliente i libretti matricolari ISPESL dei recipienti collaudati ed i certificati di costruzione e di taratura delle valvole di sicurezza installate ed il relativo dimensionamento.

Oggi non è più così.

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Esempio Dichiarazione Conformità PED

Esempio Dichiarazione Conformità PED

Descrizione dell’insieme a pressione costruito:

A.

Cliente:

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

Definizione:
IMPIANTO FRIGORIFERO A COMPRESSIONE DI VAPORE CON REFRIGERANTE DEL GRUPPO “2” PROGETTATO PER LA COSERVAZIONE DI PRODOTTI ALIMENTARI CONGELATI  A TEMPERATURA CONTROLLATA

Luogo di installazione:

Numero di fabbrica;  XXXXXXX/05

Schema n° XXXXX/05

Tipo;  N.A.

B.

Composizione dell’insieme: vedi allegato elenco attrezzature

C. Procedura di valutazione conformità utilizzata:      Cat. II – Modulo A1 
(rif. Allegati II e III della Direttiva 97/23/CE)
D. TÜV Thuringhen       Notified Body n° 0090 
E. Estremi dell’attestato di conformità rilasciato dall’Organismo Notificato incaricato della procedura di valutazione di cui al punto C. (in fase di emissione)
F. Norme applicate alla progettazione: UNI EN 378
                                   alla costruzione: UNI EN 13133, 13134, 287-1/2004, 15614-1/2005
Per quanto sopra esposto,

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Valvola di sicurezza su un serbatoio – Relazione Tecnica

PED – Valvola di sicurezza installata su serbatoio

Valvola di sicurezza installata su serbatoio

OGGETTO DELLA RELAZIONE
Relazione di calcolo relativa alla verifica del dimensionamento della valvola di sicurezza installata sul serbatoio per azoto gassoso

DATI SERBATOIO
Apparecchio tipo:               Recipiente a pressione per gas
Ditta costruttrice
Anno
N.F
Pressione max di esercizio   11,5 bar
Fluido                              azoto gassoso
Capacità                          2000 l

DIMENSIONAMENTO DELLA VALVOLA

Come da dichiarazione dell’utilizzatore, il calcolo non tiene conto del caso peggiorativo in caso di incendio per quanto riguarda il dimensionamento

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