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Vendere un impianto nuovo accettando di inserire una macchina usata, preesistente: si può fare?

Impianto nuovo con macchine usate: Si può fare?

Siamo sempre in giro per fabbriche, dei più svariati settori e spesso incontriamo questo problema.

Il tutto nasce da due esigenze che si scontrano: Quella di inserire un nuovo impianto e quella di Certificare la linea nuova composta di macchine nuove e vecchie.

Nasce quindi questa domanda.

Ma quindi… E’ possibile vendere un impianto nuovo, perfettamente a posto, accettando che contenga però una macchina usata?

La richiesta non è sempre pulita, di solito è un progetto in divenire che cambia con il mutare delle esigenze. “La fame vien mangiando”, e una commessa di un robot si trasforma nel Certificare un isola di assemblaggio.

Il cliente in questi casi chiede che la marcatura CE comprenda tutto l’impianto ovviamente.Cerca un modo per sistemare le cose una volta per tutte.

Alla domanda se si può fare la risposta è ovvia: dipende.

Cerchiamo quindi di fare chiarezza.

Ma quale scelta hai davanti a te?

La sicurezza al 100% non l’ho mai vista.
Di solito in queste trattative ci sono 3 scelte davanti a te:

  1. Non fai nulla e rimandi la soluzione, rischiando di perdere il lavoro.
  2. Ti prendi responsabilità non Tue e rischi più del dovuto pur di lavorare.
  3. Chiami un consulente esterno che fa da arbitro tra Te e il Tuo Cliente e sistema le carte in modo tale che le responsabilità sia ripartite nel modo giusto.

Spesso e volentieri in questa trattativa nasce anche lo scontro su quali protezioni mettere.

Spesso l’utilizzatore ne vuole una in meno per spendere meno e per lavorare meglio.

Le protezioni spaventano.

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Etichetta Istruzioni Attrezzature di Lavoro – Devono essere marcate CE?

Si tratta di un attrezzature di lavoro , che viene commercializzata verso un mercato di tipo professionale, per utilizzatori avvertiti o esperti. Spesso per attrezzature di lavoro possono essere intese apparecchi professionali inclusi nella direttiva macchine o in altre direttive più specifiche.

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Di solito le attrezzature di lavoro non incluse in altre direttive possono essere caratterizzate così:

 

  1. la Direttiva infatti definisce attrezzatura di lavoro = “a) «attrezzatura di lavoro» qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto usati durante il lavoro
  2. Perciò le direttive europee applicabili sono essenzialmente la DIRETTIVA 2009/104/CE del 16 settembre 2009, relativa ai requisiti minimi di sicurezza e di salute per l’uso delle attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori durante il lavoro.
  3. I requisiti di questa direttiva sono più restrittivi della GPSD – General Product Safety Directive.

Quindi:

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Sopralluoghi degli operatori dei servizi di vigilanza delle ASL nelle aziende, con attenzione alle macchine e attrezzature di lavoro.

 

Sopralluoghi degli operatori dei servizi di vigilanza delle ASL nelle aziende, con attenzione alle macchine e attrezzature di lavoro.

La conoscenza adeguata delle direttive europee “del nuovo approccio” non è molto diffusa, nemmeno tra gli operatori ASL. Anche quando agiscono per conto del magistrato come UPG (ufficiali di polizia giudiziaria).

Quando si analizza la sicurezza di una macchina, di una attrezzatura di lavoro, si dovrebbe seguire un percorso preciso:

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Relazione Tecnica e Fascicolo Tecnico per le Attrezzature a Pressione

CONTENUTI DELLA RELAZIONE TECNICA

 MOTIVAZIONE

Si deve redigere come definito alla lettera b/par.1 dell’art.6 del D.M. 329/2004, per dare evidenza che le condizioni d’installazione e di esercizio, le misure di sicurezza, protezione e controllo adottate sono conformi a quanto richiesto. In particolare si vuole dimostrare che durante il normale esercizio la pressione e la temperatura si mantengono a valori inferiori a quelli di progetto e che i dispositivi di controllo, regolazione e sicurezza sono tali da impedire che le prevedibili anomalie di esercizio possano determinare il superamento dei valori progettuali.

DATI GENERALI

Si indicano:  l’impianto di installazione, la sigla identificativa, il Fabbricante ed il N° di Fabbrica, la categoria di rischio ed il modulo utilizzato, l’Organismo Notificato e la funzione dell’attrezzatura. Inoltre sono indicati la natura e lo stato fisico del fluido, le condizioni di progetto (PS e TS), le condizioni d’esercizio (Pe e Te) ed il volume.

PRODOTTI TRATTATI

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Attrezzature di lavoro secondo la direttiva macchine

Caratteristiche delle attrezzature di lavoro

• stabilità, resistenza e portata del sistema in relazione alla nuova configurazione di carico e al collegamento tra cesta/cestello e la macchina di sollevamento;
• accesso alla cesta/cestello.
• stato di manutenzione e conservazione dell’attrezzatura di lavoro
• corretta installazione della cesta/cestello;
• protezione contro il rischio di contatto con organi mobili

Ambiente di lavoro

• idoneità del sito in cui si deve operare (livellamento, condizioni e stabilità del suolo, adeguata visibilità etc.);
• delimitazione della zona di intervento e divieto d’accesso al personale non coinvolto.
• condizioni atmosferiche; al riguardo, occorre individuare i parametri ambientali limite per l’operatività (velocità del vento etc…);
• individuazione e controllo delle possibili cause di interferenza fra strutture fisse e cesta/cestello durante i movimenti;
• rispetto delle distanze di sicurezza dalle strutture fisse;
• predisposizione di misure idonee a prevenire la caduta di oggetti.

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PED: Installazione e Insiemi Troviamo le differenze

Differenza tra Installazione e insieme nella PED

INSTALLAZIONE

Il montaggio di varie Attrezzature a Pressione, per costituire un impianto industriale, effettuato sul luogo d’impianto dall’Utilizzatore o sotto la sua responsabilità, non deve essere sottoposto a procedura globale di conformità e non deve recare la marcatura CE in quanto non si tratta di un Insieme bensì di un impianto, denominato “ installazione ” (installation).

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PED e le attrezzature a Pressione: che fare?

Attrezzature a pressione – 93/27 e 329/04

LA GESTIONE DELLE ATTREZZATURE A PRESSIONE

La gestione delle attrezzature a pressione è classificabile in due fasi:

  1. quella della fabbricazione, regolamentata dalla PED 97/23 CE, poi recepita in Italia dal D. Lgs. 25/2/00 n.93,
  2. quella dell’esercizio rappresentata dal nuovo D.M. 329/04, poi maggiormente definito da successive circolari ministeriali-

Le responsabilità conseguenti si distinguono così:

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Relazione Tecnica messa in servizio Apparecchiatura Pressione PED

la relazione tecnica e l’ iter per la messa in servizio di una apparecchiatura in pressione

L’acquisto di un’attrezzatura a pressione soggetta alla PED (Pressure Equipment Directive) o alla direttiva SPV (Simple Pressure Vessels) è regolato dalle corrispondenti Specifiche Tecniche; in tali specifiche sono indicati i documenti richiesti al Fabbricante.
In particolar modo sono richiesti (1) la marcatura CE, (2) la dichiarazione di conformità firmata in originale, (3) il manuale d’installazione, uso e manutenzione in lingua italiana, (4) i disegni costruttivi e gli schemi di comando.
Se necessario, in funzione della classificazione del sito dove l’apparecchiatura viene installata, al Fabbricante viene fornito il contenuto relativo all’analisi del rischio per la definizione dei Requisiti Essenziali di Sicurezza.
L’installazione delle attrezzature a pressione viene eseguita conformemente al manuale d’installazione, uso e manutenzione del Fabbricante e alle altre norme di sicurezza.
Al termine delle operazioni di montaggio la ditta installatrice rilascia al committente la dichiarazione di corretta installazione firmata in originale (oppure si produce una autodichiarazione se il committente ja provveduto direttamente).
Simultaneamente all’installazione  il committente predispone la relazione tecnica indicata all’art. 6 del D.M. 329/2004.

Al momento del sopralluogo dell’INAIL_ISPeSL il committente deve mettere a disposizione del verificatore tutta questa documentazione, prevista appunto dal D.M. 329/2004, tra cui la Relazione Tecnica.

CONTENUTI DELLA RELAZIONE TECNICA:

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Certificare Attrezzature e insiemi a pressione

Certificare Attrezzature e insiemi a pressione

Attrezzature e insiemi a pressione:

Dichiarazione Di Conformità, Certificazione, Marcatura CE – Direttiva PED

Le attrezzature a pressione e gli insiemi,cioè gli impianti costruiti da un Fabbricante che intende commercializzarli per essere posti in esercizio così come li ha assemblati, sono soggetti alla direttiva europea 97/23/CE, meglio nota come PED (Pressure Equipment Directive).

Bisogna fare attenzione:
Con le norme esistenti prima dell’entrata in vigore della PED, erano soggetti a controllo soltanto i recipienti a pressione e non l’impianto completo, pertanto per l’installatore dell’impianto era sufficiente consegnare al proprio cliente i libretti matricolari ISPESL dei recipienti collaudati ed i certificati di costruzione e di taratura delle valvole di sicurezza installate ed il relativo dimensionamento.

Oggi non è più così.

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Vecchi Recipienti a Pressione prima della PED – Che faccio?

Recipienti e attrezzature in pressione in servizio da prima dell’entrata in vigore della ped

Recipienti e attrezzature in pressione in servizio da prima dell’entrata in vigore della ped:

CHE FARE.

Innanzitutto bisogna osservare che non ci si può sottrarre ad una messa “in regola” sia di sostanza sia documentale. Infatti con il DM 329/2004 entro il 2009 si sarebbe dovuto procedere alla regolarizzazione con ISPESL.

Di sostanza
perché comunque è in vigore il TU sulla sicurezza: TU 81 / 08  Allegato 5 –
 Requisiti di sicurezza delle attrezzature di lavoro costruite in assenza di disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto, o messe a disposizione dei lavoratori antecedentemente alla data della loro emanazione

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